Highlights – Portogallo-Germania 2-3 Giugno 21, 2008
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Ultime azzurri: Aquilani probabile titolare Giugno 21, 2008
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Aquilani e Toni durante l’allenamento
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VIENNA (Austria), 21 giugno 2008 – Torres è un niño, ma non ha paura. Nemmeno gli azzurri temono il biondino del Liverpool. Avranno al seguito 30 mila tifosi italiani. Calore fraterno. Per gli iberici si scomoderà anche sua altezza il Re Juan Carlos: una presenza autorevole alla ricerca dell’impresa, per sfatare la tradizione che ci vede sempre favoriti. Ospite d’onore e imparziale, Zinedine Zidane. Stai a vedere che, finalmente, farà pace con Marco Materazzi.
PARTITA A SCACCHI - Ma Spagna-Italia, si dice, non sarà come le altre volte. Gli spagnoli sono cresciuti e sono pronti al grande salto. L’eterna incompiuta che non batte l’Italia in una partita vera dal 1920, ha in mente un piano diabolico per fermare la Nazionale. Anche Roberto Donadoni che non ha nessuna intenzione di imbarcarsi lunedì con destinazione Malpensa.
GRANDI MANOVRE - Sfortunato il nostro c.t. Appena atterrato a Vienna ha perso Cannavaro; giovedì è toccato a Barzagli. E contro la Spagna gli vengono a mancare due pedine come Pirlo e Gattuso. Rino dice che pesa molto di più quella del regista. Si può essere più o meno d’accordo, ma una diga come lui non è facilmente replicabile. Ma il commissario tecnico sta lavorando e ieri ha provato diverse soluzioni per sopperire alle due assenze.
AQUILANI ALLA RIBALTA - La più probabile? Quella con il 4-3-1-2: il modulo visto contro la Francia. Un mix di muscoli e tecnica, con De Rossi in mezzo al centrocampo, stopper aggiunto alla difesa e licenza di spingere in avanti; poi Ambrosini a sinistra, ringhioso quanto Gattuso, ulteriore filtro per il reparto più arretrato. Resta da capire chi sarà il terzo della mediana. A destra il nome più accreditato era Camoranesi, ma con il passare delle ore salgono prepotentemente le azioni di Aquilani: fresco, reattivo, sicuramente più in forma dello juventino, nonostante la limitata esperienza. La risposta italiana ai giovani fenomeni di Aragones. Quindi Perrotta alle spalle di Toni e Cassano. Con due punte veloci come Villa e Torres, sarà fondamentale il collegamento fra mediana e difesa, per prevenire i movimenti dei due attaccanti, molto abili quando si tratta di giocare la palla in un fazzoletto di campo, per poi concludere velocemente a rete. Potrebbe anche tornare di moda il 4-1-4-1, con De Rossi davanti alla difesa, e un centrocampo composto da Camoranesi, Aquilani, Ambrosini e Di Natale, con il baffuto Toni unica punta. Ma sono solo supposizioni. Ne capiremo qualcosa di più nella rifinitura di questa sera al Prater di Vienna.
Gattuso morde gli spagnoli Giugno 21, 2008
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OBERWALTERSDORF (Austria), 20 giugno 2008 – “Si sentirà la mia mancanza? Semmai quella di Pirlo, perché lui è unico”. Rino Gattuso si sente troppo piccolo per essere considerato così importante. Contro la Spagna non ci sarà per squalifica e avrebbe voglia di spaccare il mondo. Ma sorride davanti alla sortita di Luis Aragones. Il c.t. degli iberici ha dichiarato: “Se Gattuso è l’uomo più importante dell’Italia io sono un prete”. Rino ribatte così: “Mi ha anche fatto un complimento perché mi ha detto che sono un combattente, che non mollo mai. Ha ragione, io sono un gregario e ho interpretato le sue dichiarazioni come un complimento”.
CI PENSERA’ IL GRUPPO - Rino, con la rabbia in corpo anche se non lo fa vedere, vivrà la sfida da spettatore. E gli rode. Sa che la Spagna è forte e che dovremo sputare l’anima perché oltre a lui dovremo fare a meno di Pirlo, uno dei pochi capaci di verticalizzare. “A livello tecnico non abbiamo nulla da invidiare alla Spagna – dice il rossonero -, ma abbiamo valide alternative e il gruppo farà la differenza”. Il prossimo avversario lo conosce bene: “Con le squadre spagnole ho sempre avuto difficoltà a rubare palla; dovremo fare attenzione a questo aspetto. Hanno un gioco tecnico, maestri nel possesso palla. Somigliano un po’ al Barcellona di due anni fa. E poi c’è Torres; che bravo, soprattutto quando crea superiorità numerica”.
TUTTI CON DONADONI - Torna poi a parlare di Donadoni, del buon rapporto degli azzurri con il c.t., “Nel calcio la riconoscenza non esiste: devi dimostrare ogni volta e ricominciare daccapo. Anche Lippi che aveva vinto tutto ha avuto momenti difficili”. Poi sottolinea: “Donadoni è una brava persona; con lui si riesce a parlare e qualche piccola incomprensione è stata sempre risolta col dialogo. Lui sa che cosa vuole dai suoi giocatori”.
NOZZE OMOSEX - Gattuso a ruota libera che non avverte il bruciore di stomaco della tensione e che rivela i gusti musicali di Cassano: “Ama Nino D’Angelo e canta Carosone; anche bene”. E dice la sua sulla visione del mondo del premier spagnolo Zapatero che non fa distinzioni sessuali. “Le nozze tra omosessuali non mi trovano d’accordo – dice a proposito della legge spagnola che le consente – per me le nozze sono tra un uomo e una donna. Sì, io mi scandalizzo, perché credo nella famiglia. E se credi nella famiglia e nella tua religione, non puoi essere d’accordo. Poi, siamo nel 2008 e ognuno fa quello che vuole”.
ITALIA DI TUTTI – Confessa che dopo il tracollo con l’Olanda “non è stato facile ricominciare ad allenarsi”, ma poi, come sempre, è venuta fuori l’anima degli azzurri, capace di ricompattarsi e prefiggersi nuovi obiettivi. Questione di fame. E confessa: “Mi amareggia quando sento e leggo che questa è l’Italia di nessuno, fa male sentirselo dire”. Un messaggio forte, perché è l’attaccamento alla maglia a fare la differenza.
RONALDO E IL REAL - Infine il mercato e le voci di Cristiano Ronaldo dato in partenza verso la Spagna. “Davvero va al Real Madrid? Beato lui”, dice Gattuso. “Chissà come sarà contento Ferguson – aggiunge -. Il Real ha dimostrato in questi anni che con lo strapotere economico che ha, se si mette in testa qualcosa la raggiunge. Tranne Kakà, ha centrato tutti gli obiettivi. Ma mi dispiacerebbe non vedere più Ronaldo con la maglia del Manchester United dopo tutto quello che ha fatto lì”. “Beato lui”?, Rino spiega: “Io non c’entro nulla con loro, lì sono abituati ai piedi buoni, io resto nella mia famiglia, nella squadra che mi ha dato la possibilità di giocare tre finali di Champions. Non può andare sempre benissimo, ma io sono orgoglioso di indossare la maglia del Milan, un club che non ha nulla in meno rispetto al Real Madrid che almeno cinque coppe dei Campioni le ha vinte quando mio nonno aveva 20 anni”. (gasport)
Turchia, un morto durante i festeggiamenti Giugno 21, 2008
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VIENNA (Austria), 21 giugno 2008 – È stato fin troppo agitato il dopo partita di Turchia-Croazia, a Vienna come in Turchia, dove nei festeggiamenti ci è pure scappato il morto.
BOTTIGLIE - Nella capitale austriaca, sede della partita che ha visto trionfare i turchi ai rigori, si sono registrati 11 arresti e 10 feriti lievi. La polizia locale è intervenuta nella Fan zone per separare gruppi di tifosi turchi e croati che stavano entrando in contatto mentre la partita era in corso all’Ernst Happel Stadion. Gli agenti sono entrati in azione anche al termine del match, quando hanno dovuto tenere a bada alcuni tifosi croati che, delusi per la sconfitta, hanno cominciato a lanciare bottiglie contro le auto in sosta.
FUCILATA - Peggio è andata in Turchia dove il bilancio della serata è di un morto e 16 feriti in varie località del Paese. Lo ha riferito la tv privata Ntv precisando che la vittima è un uomo della città di Gaziantep, nel Sud, deceduto dopo essere stato raggiunto da un colpo di pistola. Anche gli altri 16 feriti sono stati colpiti da proiettili di armi da fuoco, spesso usate in Turchia nei festeggiamenti. In quelli per la precedente vittoria della nazionale turca sulla Repubblica Ceca si erano registrati due feriti ad Adana tra cui una bambina di 10 anni, rimasta sfigurata al volto da una fucilata.
La Turchia continua a sognare e va in semifinale Giugno 21, 2008
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I giocatori turchi fanno festa per la qualificazione alle semifinali
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VIENNA (Austria), 20 giugno 2008 – Incredibile. La Turchia che va in semifinale battendo ai rigori la Croazia per 4-2 ha compiuto un altro miracolo. Già, perché è difficilmente spiegabile il rendimento di questa squadra, che al 119′ era eliminata dall’Europeo, e che invece dieci minuti dopo si è trovata in semifinale. Ma contro la Germania, tra infortuni e squalifiche (tre, solo stasera), sarà durissima. Certo, la Croazia deve recitare almeno dieci mea culpa; dopo aver condotto a lungo la gara, e dopo il vantaggio di Klasnic a un minuto dalla fine dei supplementari (a proposito di miracoli sportivi), sembrava fatta. Poi, il gol di Senturk, con Bilic che nel frattempo voleva effettuare una sostituzione. Una botta non digerita, e il flop ai rigori è stato l’inevitabile conseguenza.
RUSTU TITOLARE - Senza il portiere titolare Volkan (squalificato) si rivede Rustu tra i pali della Turchia. Accanto a Nihat in attacco c’è il tifoso dell’Arsenal, Kazim. Bilic, invece, dopo aver dato spazio alle seconde linee contro la Polonia, ripropone i suoi titolari; c’è molta attesa per Modric, folletto tuttofare in mezzo al campo.
OLIC SPRECA - E’ una partita gradevole, all’inizio, perché le due squadre non si coprono e vogliono imporre il loro gioco. Di occasioni, poche, a dire il vero, ma non ci si annoia. Il primo lampo lo procura proprio Modric: il futuro giocatore del Tottenham sguscia in area, bruciando la lenta difesa turca. Poi crossa al centro per Olic, davanti alla porta spalancata con Rustu quasi a terra. Gol? Bilic già esulta, ma deve ricacciare l’urlo in gola vedendo il tiro dell’attaccante finire sulla traversa. Poi Kranjcar invece di ribadire alza il colpo di testa.
ALTINTOP SI SPOSTA - Solo che invece di dare la spinta alla Croazia, l’episodio sveglia i turchi. In bambola sulle avanzate di Pranjic sulla sinistra, e in difficoltà perenne con Srna sulla destra, Terim decide di spostare Altintop (teoricamente il terzino destro) nel ruolo di mediano. E’ una piccola svolta, perché la partita cambia padrone. Nulla di straordinario, ma la seconda metà del primo tempo è turca. Quando Mehmet Topal sfiora l’incrocio dei pali con una saetta da 25 metri, la sirena dalle parti di Pletikosa inizia a suonare.
DOMINIO STERILE - Un Pletikosa che nella ripresa deve darsi qualche ceffone sul volto per rimanere sveglio. Ad attaccare, infatti, è solo la Croazia. Che però spesso si va a chiudere a imbuto, e sbaglia diversi passaggi facili. Rakitic illumina, ma a sprazzi; idem Modric. La tensione, come è ovvio vista la posta in palio, appesantisce gambe e cervello. Olic, in tal senso, è sciagurato; prima spreca un assist involontario di Gokhan Zan, poi butta via un facile contropiede tre contro due. Si sveglia Srna, che su punizione esalta i riflessi di Rustu. E’ tardi, il naturale epilogo sono i supplementari.
FINALE ASSURDO - Qui, al contrario, la Turchia sembra averne di più. La corsa e la lucidità dei vari Tuncay e Arda danno una spinta maggiore agli uomini di Terim. Ma nessuno si attende quello che accade tra il 119′ e il 122′. Dopo l’infortunio di Nihat (pare un serio guaio alla coscia) arriva, a sorpresa, il vantaggio croato; tutto nasce da una palla che sembra persa, che Modric trasforma, quasi dalla linea di fondo, in un cross per Klasnic. Appena entrato, l’attaccante del Werder Brema sfrutta l’uscita pessima di Rustu e di testa segna l’1-0. E’ fatta? Non esattamente. Mentre Bilic prepara l’ingresso di Leko, la palla arriva a Senturk. Un paio di rimpalli e l’attaccante inventa un sinistro all’incrocio. Incredibile pareggio al 121′ e spiccioli.
TRIPLO ERRORE - Una botta troppo forte per i croati, che vedono svanire un risultato ormai acquisito. E ai rigori è un disastro: Modric e Rakitic tirano fuori, Petric il suo penalty se lo fa addirittura parare. In compenso la Turchia fa tre su tre. Quanto basta per l’insperato passaggio del turno. Sarà semifinale, contro la Germania. Il sogno continua. (gasport)
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I gol arrivano dalla panchina
CROAZIA-TURCHIA 2-4 (dopo i rigori, 1-1 dopo supplementari)
MARCATORI: Klasnic (C) al 14′ s.t.s, Semih Senturk (T) al 17′ s.t.s.
CROAZIA (4-4-2): Pletikosa; Corluka, R. Kovac, Simunic, Pranjic; Srna, Modric, N. Kovac, Rakitic; Kranjcar (19′ s.t. Petric); Olic (7′ p.t.s. Klasnic). C.t. Bilic.
TURCHIA (4-1-3-2): Rustu; Altintop, Gokhan Zan, Emre Asik, Hakan; Topal (31′ s.t. Semih Senturk); Sabri, Tuncay, Arda Turan; Kazim Kazim (16′ s.t. Boral), Nihat (12′ s.t.s. Karadeniz). C.t. Terim.
ARBITRO: Rosetti (Italia).
NOTE: spettatori 50.000 circa. Recupero 2′ p.t., 3′ s.t., 0′ p.t.s., 2′ s.t.s.