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Del Piero titolare: “la partita di domani non mi spaventa” Giugno 12, 2008

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ZURIGO (Svizzera), 12 giugno 2008 – Figuriamoci se uno come Alessandro Del Piero ha paura. “Achille” ha dovuto ingoiare così tanti rospi che per lui la paura è un optional; più o meno come il bruciore di stomaco dell’amico Rino Gattuso. E’ giunto il suo momento e Ale è pronto a caricarsi addosso tutti i problemi del mondo. “Io parafulmine di questa Nazionale? – dice sorridendo -. Le responsabilità me le sento addosso sempre, anche quando non gioco. Tanto più domani, quando avrò la fascia da capitano. E tutto ciò non mi spaventa”.
LEADER – Del Piero si sente leader e decisivo e tutto d’un fiato afferma: “Sappiamo benissimo quello che ci aspetta. Voglio essere al momento giusto nel posto giusto per fare la cosa giusta. Insomma, voglio essere determinante”. E si congeda dicendo che giocherà vicino a Toni “da seconda punta”. In attacco, insomma, anche se leggermente arretrato rispetto a Luca.
SCALTRI – E’ il giorno dei senatori; delle voci che contano. Dopo Del Piero ecco Buffon. Il portiere parla delle novità. “Donadoni ha il dovere di analizzare la partita e porre rimedio. E’ più che legittimo fare delle scelte”. Per poi difendere a spada tratta le decisioni del c.t. “A volte le pressioni che arrivano dall’esterno possono fuorviare un allenatore, ma le scelte che ha deciso sono farina del suo sacco”. Gigi sa molto bene cosa attende l’Italia. “La partita contro la Romania sarà difficile” loro sono una squadra scaltra, perché sono un popolo scaltro”. Vedi Romania-Francia, insomma. “Non so come giocherà contro di noi – sostiene il numero uno -. Dobbiamo stare comunque attenti perché la Romania ha giocatori forti in attacco che possono decidere da soli la partita”.
LA GIOIA E L’INFERNO - Poi l’emozione di Giorgio Chiellini, con un sorriso incontenibile. “Sono pronto, è una grande occasione per me dopo essere arrivato in punta di piedi”, dice il difensore che dovrebbe giocare da centrale al fianco di Panucci. “Non abbiamo giocato molto insieme, ma sono fiducioso”. Conclude Gianluca Zambrotta. Ad Adrian Chivu, che ha promesso agli azzurri “l’inferno”, il neomilanista replica così: “Sarà un inferno anche per loro; la partita non sarà difficile solo per noi”. E ricorda che c’è un obiettivo da centrare: “Non abbiamo alcuna intenzione di uscire dagli Europei”. (gasport)

Donadoni verso la sfida contro la Romania: “Dentro Del Piero e Chiellini” Giugno 12, 2008

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ZURIGO (Svizzera), 12 giugno 2008 – Alessandro Del Piero questa sera andrà a dormire rilassato e carico. Domani sera scenderà in campo da titolare con una fascia da capitano da onorare. Con la maglia della Nazionale di avere una certezza così non gli capitava da una vita. E’ Roberto Donadoni a rivelarlo. Dichiarazione che ha spiazzato un po’ tutti, dopo mesi di supposizioni e piccoli indizi; di richieste di formazioni rispedite al mittente. Anzi, il commissario tecnico esagera e fa altri nomi: “Farò tre o quattro cambi rispetto alla formazione schierata con l’Olanda. Con Ale toccherà anche a Giorgio (Chiellini, ndr) – annuncia -. Devo dare respiro a chi ha giocato di più”. Perché c’è da affrontare una squadra motivata; un’ottima formazione, “tecnica e tosta che si difende molto bene”, aggiunge il c.t. Donadoni avrebbe voglia di spaccare il mondo. Lo vedi dagli occhi che non nascondono il desiderio di prendersi una grande rivincita. Ai detrattori che lo perseguitano vorrebbe dedicare una vittoria trionfale, ma poiché è un bergamasco della “bassa” l’emozione forte se la tiene dentro. Se esploderà lo farà al momento giusto. Il c.t. quindi si è aperto: tre o quattro cambi. “Ma domani mattina valuterò”, aggiunge. Spiega che il 3-0 fa ancora male ed è per questo motivo che la squadra è “arrabbiata”.
NOVANTA MINUTI – Donadoni non offre il fianco ma non si tira indietro, mostrando a tratti un lato mai visto finora. “Le mie sensazioni? Oggi ho visto una squadra pimpante, vogliosa e tonica. Ma sia ben chiaro, questo non deve dare garanzie assolute, perché le stesse sensazioni le avevo intuite alla vigilia della partita con l’Olanda”. Un po’ come dire che, al contrario della serata di Berna, sarà fondamentale mantenere la calma e la lucidità. “Avremo novanta minuti a disposizione per segnare. Dovremo avere pazienza, gestire gli avversari e saper ritrovare il fiato perché dovremo correre”.

SPIE – Teme la tecnica Romania e proprio per questo motivo dovrà crearle attorno un’Italia ridisegnata anche nel modulo. Lui insiste con la risposta: “qualcosa può cambiare”. Come la posizione di Del Piero che sarà capitano come lo stesso Donadoni sottolinea. “Ale lo vedo molto di più dietro la punta e più accentrato”: indizio fondamentale. Il fuoriclasse della Juventus fornitore di idee e illuminazioni. Ma non bisogna assolutamente scaricare addosso a lui le responsabilità: “Aspettative da Ale? Domani ci sarà bisogno del meglio e del massimo da parte di tutti”. Con la voglia di urlare al mondo che i campioni siamo ancora noi, anche se la paura avanza. Quella paura, come dice Donadoni, di cui non bisogna vergognarsi. E si congeda sui 15 minuti di allenamento concessi alla stampa: “L’ho fatto per tenere lontane le spie di Piturca; scherzo ovviamente: avevamo solo bisogno di un po’ di tranquillità”. (gasport)

Croazia batte Germania 2-1 e va ai quarti Giugno 12, 2008

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KLAGENFURT (Aut), 12 giugno 2008 – Sorpresa a Klagenfurt: la Germania cade. E lo fa pesantemente, più di quanto non dica il 2-1 finale a favore della Croazia. I tedeschi soffrono la migliore organizzazione di gioco della nazionale di Blic, vanno sotto per le reti di Srna e Olic, non riuscendo a recuperare neppure dopo la rete di Poodolski. Un risultato, quello maturato allo stadio Wothersee, che consente alla Croazia di qualificarsi per i quarti, mentre la Germania resta ferma a quota 3 e dovrà sudarsi l’accesso ai quarti nell’ultimo turno, con la prospettiva di incontrare subito lo spauracchio Portogallo.
FORTE COI FORTI – La Croazia di Bilic dimostra di saper dare il meglio contro le grandi, come già era parso chiaro nel girone di qualificazione alla fase finale: lì aveva steso più volte Russia, Israele e soprattutto l’Inghilterra, facendosi invece sorprendere dalla Macedonia. All’esordio a Euro 2008, il sofferto 1-0 contro l’Austria non aveva raccontato tutta la verità su questo gruppo di giocatori dotati tecnicamente e ben diretti dal vulcanico c.t. Bilic. I croati avevano offerto una prestazione modesta, ben diversa dall’eccellente primo tempo disputato contro la Germania.
KRANJCAR DA BRIVIDI – Dopo una prima fase di gara piuttosto equilibrata, gli slavi prendono in mano le operazioni: Niko Kovac mette la museruola a Ballack, Modric dirige l’orchestra e Olic duetta alla perfezione con Kranjcar, la cui posizione è un rebus irrosolvibile per i centrali tedeschi. Al 24′, è Srna a indovinare la spaccata vincente per l’1-0: Mertesacker e soprattutto Jansen se lo dimenticano sul cross di Pranjic, rendendo vano il tentativo di Lehmann. Ci si attenderebbe la reazione furiosa dei tedeschi, ma l’unico pericolo per Pletikosa è una punizione-bomba di Ballack. Brividi molto maggiori dall’altra parte, con Kranjcar due volte protagonista: il talento del Portsmouth prima vanifica con un tiraccio una splendida combianzione tra Rakitic e Olic, poi si riscatta con un sinistro che esalta i riflessi di Lehmann. Si va all’intervallo e l’impressione è che l’1-0 per i croati sia un affare per la Germania, più vicina al tracollo che al pareggio.
FALCO OLIC – Loew capisce che deve cambiare qualcosa e lascia negli spogliatoi l’incerto Jansen per puntare sulla velocità di Odonkor. L’esito della mossa non è quello sperato. Nella prima parte della ripresa non succede nulla di notevole, perché gli spazi concessi dai croati sono minimi. Finché, al 17′, arriva l’episodio che indirizza ancora di più la gara dalla parte della Croazia. Su un cross proveniente dalla destra, Podolski devia il pallone che sbatte sul palo, ingannando Lehmann: Olic è pronto per il comodo tap-in che vale il 2-0.
PODOLSKI ILLUDE – Loew getta nella mischia Schweinsteiger al posto del deludente Gomez, riportando Podolski in attacco. La mossa si rivela azzeccata, perché “Poldi” è al posto giusto al 34′, quando una carambola tra Ballack e Robert Kovac gli aggiusta il pallone: gran botta e gol dell’1-2, partita riaperta. Dentro anche Kuranyi, allora, al posto di Fritz. Con il 4-3-3, i tedeschi spingono alla ricerca del pari, ma non creano mai pericoli veri per Pletikosa. Anzi, finiscono pure in dieci perché Schweinsteiger perde la testa e viene espulso nel finale, per uno spintone a Leko. Il suo Europeo potrebbe anche essere finito qui, mentre quello della Croazia andrà avanti almeno altre due partite.

CROAZIA-GERMANIA 2-1 (primo tempo 1-0)
MARCATORI: Srna (C) al 24′ p.t.; Olic (C) al 17′, Podolski (G) al 34′ s.t.
CROAZIA (4-4-1-1): Pletikosa; Corluka, R. Kovac, Simunic, Pranjic; Srna (dal 35′ s.t. Leko), Modric, N. Kovac, Rakitic; Kranjcar (dal 40′ s.t. Knezevic); Olic (dal 27′ s.t. Petric). (Galinovic, Simic, Vejic, Vukojevic, Kalinic, Pokrivac, Klasnic, Budan, Runje). All. Bilic.
GERMANIA (4-4-2): Lehmann; Lahm, Mertesacker, Metzelder, Jansen; (dal 1′ s.t. Odonkor), Fritz (37′ s.t. Kuranyi), Frings, Ballack, Podolski; Gomez (dal 21′ s.t. Schweinsteiger), Klose. (Enke, Friedrich, Westermann, Rolfes, Neuville, Trochowski, Hitzlsperger, Borowski, Adler). All. Loew.
ARBITRO: De Bleeckere (Belgio).
NOTE: spettatori 30mila. Espulso Schweinsteiger al 47′ s.t. per c.n.r.. Ammoniti Srna e Ballack per gioco scorretto, Simunic, Modric, Leko e Lehmann per c.n.r. Angoli: 7-7. Recuperi: 1′p.t., 3′ s.t.

Grecia-Svezia, Portogallo-Repubblica Ceca, Svizzera-Turchia: Highlights e gol Giugno 12, 2008

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Grecia-Svezia 0-2

Portogallo-Repubblica Ceca 3-1

Svizzera-Turchia 1-2

Elena Santarelli si spoglia se l’Italia vince contro la Romania Giugno 12, 2008

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MANTOVA, 12 giugno 2008 – “Se l’Italia vince contro la Romania mi spoglio a Bari, in diretta su Mtv”. È la promessa fatta oggi da Elena Santarelli, vj del programma “Total Request Live”, nel corso della diretta pomeridiana della popolare trasmissione di Mtv che in questa settimana trasmette da Piazza delle Erbe di Mantova e che da martedì 17 giugno fino al 27 giugno alle ore 19 sarà in diretta da Bari in piazza del Ferrarese, dal lunedì al venerdì.
SORPRESA – Un’allettante provocazione quella di Elena fatta col cuore di una vera tifosa dell’Italia, che domani sarà impegnata nella gara contro la Romania che sarà decisiva per il passaggio dle turno. Tra gli sguardi stupiti del pubblico e del vj compagno di viaggio Carlo Pastore, Elena quindi ha promesso un pomeriggio davvero fuori dal comune a tutti i telespettatori e un evento da non perdere per tutta la città di Bari. L’appuntamento è dunque per martedì 17 giugno alle ore 19 su Mtv, sperando che l’Italia costringa la bionda vj a mantenere la promessa.

Ultime notizie degli azzurri Giugno 12, 2008

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ZURIGO (Svizzera), 12 giugno 2008 – La Nazionale è atterrata a Zurigo proveniente da Vienna alle 13 circa e si è rinchiusa nel bunker dello Swissotel. Un arrivo molto defilato che ha deluso l’aspettativa di alcuni tifosi che aspettavano in aeroporto forniti di bandiere tricolori.
BLACKOUT – Dopo il pranzo, il consueto riposo e la partenza per il Letzigrund Stadion dove, alle 18, inizierà la rifinitura in vista di Italia-Romania, in programma domani alla stessa ora. È la partita della vita che deciderà molti destini. Cruciale al punto da convincere Roberto Donadoni di criptare l’allenamento e concedere solo il primo quarto d’ora della seduta agli occhi della stampa.
PROVE GENERALI - Il c.t. celerà infatti le mosse decisive, anche se prevedibili. Dal modulo, il 4-3-1-2 o il 4-1-4-1, ma con novità rispetto alla partita con l’Olanda: la partenza dal primo minuto di Grosso, De Rossi e Del Piero che, forte del maggior numero di presenze in azzurro (87 contro le 83 di Buffon), indosserà per la sesta volta la fascia di capitano. Sempre alte le quotazioni di Chiellini nel ruolo di centrale al fianco di Barzagli.

Buffon lascia a Del Piero la fascia di capitano Giugno 12, 2008

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OBERWALTERSZORF (Aut), 12 giugno 2008 – Il ballo è sempre stata una passione di Alessandro Del Piero. Ma per balere e discoteche ci sarà tempo: ora che il gioco si fa duro è tempo di ballare sul campo. Domani a Zurigo Ale è pronto a riprendersi il posto da titolare e con esso i gradi di capitano che gli spettano di diritto dall’alto delle sue 87 presenze. Dunque Gigi Buffon, che avrà tempo per riprendersela, lascia al compagno l’ambita fascia dopo il tracollo con l’Olanda.
GIGI E LA VERGOGNA – Sarà un caso, ma questo cambio più che probabile di capitano avviene all’indomani di alcune dichiarazioni di Buffon che non sono andate giù a Donadoni. Il nostro numero uno, dopo il mortificante 0-3 con gli olandesi, ha chiesto scusa agli italiani vergognandosi “per la peggior Nazionale vista negli ultimi 12 anni”. Il c.t. da parte sua si è detto ferito, ma non ha ritenuto di dover chiedere scusa ai tifosi e non ha proprio digerito la successiva affermazione, definendola “non bella”. Insomma al tecnico bergamasco va bene l’autocritica, ma certe uscite non lo convincono. Nessuno potrà mai confermare che questo cambio di capitano sia un provvedimento “punitivo” nei confronti del portiere, ma i fatti stanno lì e basta incastonare ogni tassello al proprio posto per rendersene conto.
MI SENTO CAPITANO - Quando nella scorsa settimana Del Piero si è concesso ai media, le sue parole in merito a quella fascia sono state chiare e apprezzate nel gruppo: “Giochi o non giochi io mi sento capitano”. Nessuna polemica, nessuna pretesa, ma l’orgoglio di esserci sempre da 4 europei e 3 campionati del mondo, cercando sempre un ruolo da protagonista, a prescindere dai 6 commissari tecnici che hanno attraversato la sua prestigiosa carriera.
RIVINCITA TATTICA – Non solo la fascia. Piuttosto la cosa più importante per Ale è aver ritrovato la piena fiducia di Donadoni, convincendolo anche, senza polemiche clamorose o gesti di protesta, a rivedere in parte le proprie convinzioni su modulo e utilizzo dello stesso giocatore. Sì, perché dopo la bocciatura con la Francia (settembre 2007) come esterno sinistro e le conseguenti non convocazioni, dal rientro dello scorso mese Del Piero è stato utilizzato come seconda punta nelle ultime due uscite, sempre nella ripresa: l’amichevole col Belgio e la disfatta di Berna con l’Olanda. Questo non significa che domani a Zurigo vedremo lo juventino più vicino a Toni, ma è possibile.
CINQUE VOLTE – Alessandro è stato capitano azzurro in 5 partite da inizio gara. L’ultima volta è capitato a Lecce il 12 ottobre del 2005 contro la Moldova. Curiosità: sempre con la stessa rappresentativa aveva avuto la fascia a Chisinau, segnando il gol del successo per un sofferto 1-0. Ma in manifestazioni internazionali, Del Piero è stato una sola volta capitano e anche se si tratta di una vittoria, 2-1 alla Bulgaria, la gara di Guimaraes del 22 giugno di 4 anni fa segnò l’eliminazione dall’Europeo portoghese. Quella che non vogliamo prendere in considerazione oggi, nonostante la batosta rimediata con l’Olanda. Allora meglio ricordare i fasti dell’ultimo gol azzurro del nostro campione: era la magica notte del 4 luglio 2006 e battevamo nella semifinale mondiale 2-0 la Germania in quel Westfalenstadion che ad Ale ha sempre portato bene.

Svizzera-Turchia 2-1 – Padroni di casa fuori dall’Europeo Giugno 12, 2008

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Il gol di Senturk
BASILEA (Svi), 11 giugno 2008 – Eravamo già pronti a raccontarvi un’altra strana storia di questo Europeo: dopo il polacco che segna ai polacchi, ecco il turco che segna ai turchi. Hakan Yakin imita Lukas Podolski, fa gol alla nazionale del suo Paese d’origine e non esulta, chiedendo quasi scusa. Ma tutto questo passa inevitabilmente in secondo piano: se la doppietta di “Poldi” era bastata alla Germania per vincere, lo stesso non si può dire della Svizzera, che esce mestamente da Euro 2008. A Basilea, la Turchia prima la raggiunge sull’1-1 con Senturk, poi la supera nel recupero con Arda. E per i ragazzi di Kuhn è il dramma: in un attimo, si ritrovano eliminati senza più avere il tempo di reagire. Non basterà neanche una vittoria nell’ultimo turno sul Portogallo, già qualificato e primo nel girone. I turchi, invece, si giocheranno l’accesso ai quarti nello scontro diretto con la Repubblica Ceca, partendo completamente alla pari.
CHE ACQUAZZONE – La Turchia aveva iniziato benissimo la sfida. Il movimento di Hamit Altintop sulla destra, unito all’inventiva di Arda in mezzo al campo, sembrava mettere in crisi i padroni di casa, molto tesi e consapevoli di dover vincere la partita senza il loro attaccante principe, l’infortunato Frei. Poi, però, ecco l’imprevisto: il nubifragio che allaga il campo, facendo letteralmente scomparire i pesi piuma dell’attacco scelto da Terim, ovvero Nihat e Tunçay. Il campo rasenta l’impraticabilità e la leggerezza dei turchi, per dirla con Kundera, diventa insostenibile. Sono molto più a loro agio gli svizzeri, che iniziano a spingere e a guadagnare campo.
POTERE TURCO – A trascinare i rossocrociati sono proprio i tre giocatori d’origine turca schierati da Kuhn: Inler scalda le mani a Volkan con un tiro da lontano, il giovane Derdiyok indovina lo scatto giusto al 32′ e serve l’assist per Hakan Yakin, che a porta vuota non può sbagliare. E se Yakin, pochi minuti più tardi, non sprecasse un’altra gran palla consegnatagli da Barnetta, la Turchia sarebbe già fuori gara prima dell’intervallo.
SORPASSO – Invece, la nazionale di Terim resta in corsa ed esce trasformata dagli spogliatoi. Un po’ perché entrano Senturk e Topal al posto degli invisibili Karadeniz e Metin, un po’ perché la mentalità è quella di chi sente ormai l’acqua alla gola. Al 12′, le paure svizzere diventano realtà: Nihat pennella un cross dalla sinistra, Senturk stacca e il suo colpo di testa trova impreparato Benaglio. E’ l’1-1.
LA BEFFA – A quel punto, la partita diventa intensa, combattutissima, a tratti anche bella. La Svizzera si getta in avanti con generosità, ma i turchi ritrovano coraggio e sentono aria di colpaccio. Il portiere turco Volkan salva i compagni nelle battute finali, dicendo di no prima a Yakin e poi al neo-entrato Vonlanthen, al termine di un contropiede favorevole agli svizzeri. E al 47′, quando nessuno se lo aspetta, arriva la vera beffa: Arda vola via sulla sinistra, va al tiro e trova la deviazione di Muller che mette fuori causa Benaglio. E’ il 2-1 dei turchi. Per la Svizzera, punita anche oltre i suoi demeriti, è la mazzata definitiva. Una doccia più gelata della pioggia di Basilea.
SVIZZERA-TURCHIA 1-2 (primo tempo 1-0)
MARCATORI: Yakin (S) al 32′ p.t.; Senturk (T) al 12′, Arda (T) al 47′ s.t.
SVIZZERA (4-4-2): Benaglio; Lichtsteiner, Muller, Senderos, Magnin; Behrami, Inler, Fernandes (dal 31′ s.t. Cabanas), Barnetta (dal 21′ s.t. Vonlanthen); Yakin (dal 40′ s.t. Gygax), Derdiyok. (Zuberbuhler, Jakupovic, Djourou, Grichting, Spycher, Degen, Huggel). All. Kuhn.
TURCHIA (4-3-1-2): Volkan; Altintop, Emre Asik, Cetin, Balta; Karadeniz (dal 1’s.t. Topal), Mehmet Aurelio, Arda; Metin (dal 1′ s.t. Senturk); Nihat, Tuncay. (Rustu, Zengin, Zan, Boral, Akman, Emre Belozoglu, Emre Gungor, Sabri, Kazim, Erding). All. Terim.
ARBITRO: Michel (Slovacchia).
NOTE: spettatori 42mila circa. Ammoniti Tuncay, Mehmet Aurelio per gioco scorretto, Balta e Derdiyok per c.n.r.. Recuperi: 1′ p.t. e 4′ s.t.

Portogallo-Repubblica Ceca 3-1 – Gol di Deco, Ronaldo, Quaresma Giugno 12, 2008

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GINEVRA (Svizzera), 11 giugno 2008 – Il Portogallo batte la Repubblica Ceca (3-1) e ipoteca la qualificazione ai quarti di finale. Di Deco, Cristiano Ronaldo e Quaresma i gol del secondo successo nel girone; Sionko aveva firmato il momentaneo 1-1.
EQUILIBRIO - Il primo a fare danni nella difesa ceca è Deco, l’uomo che qualcuno (Mourinho) vorrebbe all’Inter, qualcun altro (Scolari?) al Chelsea. La partita sembra indirizzata verso i vice campioni d’Eruopa, ma la sensazione iniziale di dominio lusitano viene allontanata coi fatti dalla nazionale di Bruckner. Che assesta posizioni e marcature dopo il primo quarto d’ora, quando il punteggio è già favorevole ai portoghesi in virtù della “meta” realizzata proprio da Deco, il più veloce a risolvere una mischia nell’area di Cech.
BAROS - La differenza d’impostazione è evidente: il Portogallo lavora un numero doppio di possessi; gli eredi di Nedved vanno direttamente al punto, con lanci precisi e fiammate verticali che portano Baros e Sionko in posizione di sparo. L’esterno del Copenaghen è il risolutore che tiene in gioco i cechi nel primo tempo con una zuccata da attaccante navigato al 18′. Dopo l’1-1, Scolari procede alla consueta inversione tra gli esterni Simao-Ronaldo, ma il fenomeno dello United trova spazi più al centro che sulle fasce, mitragliando Cech, peraltro impeccabile, dalla distanza.
LA STOCCATA – Mentre cresce il tasso agonistico e il numero dei calcioni (ammoniti Bosingwa e Polak), diminuisce la sicurezza con cui Ricardo guida la sua difesa. Il portiere sbaglia più volte l’uscita, e quando Matejovski scambia con Sionko a destra, la sentenza sembra scritta. Invece Plasil sbaglia i tempi dell’impatto con la palla del 2-1 e apre inconsapevolmente la crepa più ampia della partita. Quella scavata a meno di mezzora dalla fine da Deco, ispiratore della stoccata di Cristiano Ronaldo, che da 15 metri non fallisce la stoccata del 2-1.
IL SIGILLO – L’occasione per rimediare arriva. E non è isolata. Baros appoggia di testa sul fondo dopo l’ottimo cross di Plasil. Poi è Sionko, lasciato solo nell’area piccola, a centrare la mano di Ricardo con un’altra zuccata. Altri due interventi timidi del numero uno di Scolari tengono in bilico il risultato, ma il contropiede rifinito da Cristiano Ronaldo per Quaresma è il sigillo che spalanca al Portogallo le porte dei quarti di finale, prima e convincente Grande a mettere il proprio marchio sul cammino europeo.
REPUBBLICA CECA-PORTOGALLO 1-3
(primo tempo 1-1)
MARCATORI: Deco (P) all’8′, Sionko (R) al 17′ p.t., Cristiano Ronaldo (P) al 18′, Quaresma (P) al 46′ s.t.
REPUBBLICA CECA (4-1-4-1): Cech; Grygera, Ujfalusi, Rozehnal, Jankulovski; Sionko, Matejovski (dal 22′ s.t. Vlcek), Galasek (dal 27′ s.t. Koller), Polak, Plasil (dal 41′ s.t. Jarolim); Baros. (Blazek, Zitka, Pospech, Kadlec, R. Kovac, Sivok, Skacel, Fenin, Sverkos). All. Bruckner
PORTOGALLO (4-2-3-1): Ricardo; Bosingwa, Pepe, Carvalho, Ferreira; Petit, Joao Moutinho (dal 29′ s.t. Fernando Meira); Simao (dal 35′ s.t. Quaresma), Deco, Cristiano Ronaldo; Nuno Gomes (dal 34′ s.t. Hugo Almeida). (Espirito Santo, Rui Patricio, Bruno Alves, Miguel, Jorge Ribeiro, Meireles, Miguel Veloso, Nani, Helder Postiga). All. Scolari
ARBITRO: Vassaras (Grecia)
NOTE: Spettatori 30.000 circa; ammoniti Polak, Bosingwa. Recupero 1′ p.t. e 3′ s.t.