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Tags: campionato, classifica cannonieri, Del Piero, Juventus, Ranieri, secondo posto, terzo posto, Trezeguet, zona champions

Fonte: Gazzetta dello Sport
VINOVO (Torino), 26 aprile 2008 - Il secondo posto non è un obbligo, ma una scommessa. Manca un punto per conquistare la certezza matematica dei preliminari di Champions, ne mancano invece 5 per soffiare il secondo posto alla Roma e l’Europa senza preliminari. La Juventus in questa stagione ha fatto in pieno il suo dovere, ora è tempo di straordinari e Claudio Ranieri non vuole cali di tensione.
MATEMATICA - “Io non guardo il calendario, al massimo la matematica. La Roma non mollerà, e noi dobbiamo pensare a noi stessi. Senza Totti i giallorossi ci terranno a dimostrare che sono una grande squadra, noi dobbiamo continuare così e dare il massimo. Fino a quando i numeri non mi diranno che non si può più fare io ci provo, la squadra inizia ad avere consapevolezza di ciò che sta facendo e lotteremo per vincere tutte le partite da qui alla fine”.
CHAMPIONS - “Pensiamo a battere la Lazio. È una delle squadre più in forma, contro di noi tutte le avversarie trovano grandi stimoli. Non credo che festeggeremo la qualificazione in Champions: mi sembra eccessivo per un club che ha conquistato tutti i successi possibili. Ciò che abbiamo fatto è notevole e siamo contenti, ma per quello che voglio da me e dalla mia squadra ora mi sembra eccessivo festeggiare”.
FORMAZIONE - “Questa rosa sta dando i suoi frutti. Ho quasi tutti a disposizione e sono contento. Però non c’è una squadra tipo, non ho mai parlato di 11 giocatori. Ho sempre parlato di una rosa che doveva portare la Juve in alto e lo sta facendo. Anche in vista della prossima stagione ci servono soltanto due giocatori per ruolo. Camoranesi? Quando non c’è si nota la differenza, ha grandi margini di miglioramento. Se assomiglia a Diego? Diego è più offensivo, cerca sempre la porta. Camoranesi si sazia mandando in gol i suoi compagni”.
CANNONIERI - “Spero che vincano Del Piero o Trezeguet, si devono giocare il primo posto in questa classifica per la Juve. L’importante è fare gioco di squadra. Io credo che Trezeguet continuerà a fare assist per Del Piero e viceversa. Guai se non fosse così”.
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Tags: Cagliari, campionato, Hleb, Inter, Mancini, Roma, Scudetto, serie A

MILANO, 26 aprile 2008 - Il Cagliari e basta. Non c’è altro nella testa di Roberto Mancini e niente altro lui vuole ci sia nella testa dei suoi giocatori. Anche perché gia domani pomeriggio potrebbe arrivare l’aritmetica certezza del terzo scudetto nerazzurro consecutivo. Inutile, quindi, ricordargli che domani potrebbe essere il giorno dello scudetto. “Mi sembra un po’ prematuro pensare ad altro se non alla partita col Cagliari. Non sarà una gara semplice, perchè il Cagliari deve salvarsi. Il nostro pensiero deve essere rivolto solo a questo”. E ancora, sull’ipotesi scudetto: “Nessuno può sapere se, come e quando accadrà. La nostra intenzione è continuare a vincere, dobbiamo farlo anche domani. Noi dobbiamo vincere e tenere la Roma a 6 punti”. Mal che andasse, si potrebbe fare festa nel derby. Tra due domeniche. Tra i tifosi c’è chi preferirebbe così… “Sinceramente non stiamo pensando ai festeggiamenti, queste sono cose folcloristiche, noi dobbiamo pensare solo a vincere col Cagliari”.
PER WENGER - “Le parole di Wenger mi hanno sorpreso di Wenger perchè io non ho mai parlato di Hleb”. Mancini torna sulla polemica a distanza con Arsene Wenger circa il presunto interessamento dell’Inter al bielorusso Hleb. “Chi ha riportato quelle frasi le ha riportate male, io ho parlato solo di campionato”, ha ribadito il tecnico jesino, soffermandosi poi sulle condizioni fisiche di Zlatan Ibrahimovic, che sta continuando le terapie in Svezia. “Valuteremo giorno dopo giorno come andrà - ha detto -. Spero che possa tornare prima della fine del campionato. Non credo comunque che domani sarà in Italia per vedere il Cagliari”. I rossoblu sono una delle squadre più in forma del campionato “e noi non possiamo permetterci di pensare ad altre cose”, avverte Mancini, ritornando infine sulla scelta di sostituire Balotelli al 37′ del primo tempo contro il Torino domenica scorsa. “È sempre provocato perchè è giovane, era nel mirino degli altri e la situazione poteva diventare difficile. L’ho cambiato - ha concluso - perchè non volevo correre il rischio di giocare in dieci”.
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Tags: calcio, campionato, Inter, Roma, Scudetto, serie A, Spalletti
ROMA, 26 aprile 2008 - “Noi si guarda ancora avanti”. Lo dice così, alla toscana, Luciano Spalletti. Davanti vuole dire Inter, scudetto. Perché la Roma, anche senza Totti e distratta da un possibile cambio di proprietà, “ha l’obbligo di provare a rosicchiare qualcosa”. La parola d’ordine nello spogliatoio giallorosso è sempre la stessa: non pensare all’infortunio del capitano e alla trattativa con il magnate americano George Soros, ma rimandare il più possibile la festa scudetto dei nerazzurri. Anche se ci sarà “al 99 per cento, perchè Totti è stato realista”, ammette Spalletti.
SECONDO POSTO - Il 2° posto che consente di evitare i preliminari di Champions, però, non può essere fallito: “Abbiamo un buon margine sulla Juve, per cui la situazione non deve creare tensioni sbagliate. I bianconeri - spiega Spalletti - stanno facendo un buonissimo campionato e un ottimo finale di stagione, è vero, ma dobbiamo stare attenti solo a non perdere gli stimoli”. Dei possibili rimpianti, invece, meglio non parlare. “Ne troveremmo quanti se ne vuole, ma dobbiamo pensare alla realtà. Se ci si guarda indietro si vedono sempre cose che non sono state fatte benissimo e che potevano essere fatte meglio, ma si rischia di perdere di vista il presente e il futuro”.
SOROS O NO - A proposito di futuro, Spalletti preferisce mantenere il silenzio sulle voci del passaggio di proprietà: “Soros? Non mi pongo in nessun modo, non so niente e non devo sapere niente ma pensare solo a fare bene le cose in base al mio ruolo. Ne abbiamo parlato nello spogliatoio - prosegue il tecnico giallorosso - e i ragazzi non si devono far turbare da tutte le voci. Sarebbe un segno di fragilità perchè in un club come la Roma ci saranno sempre delle insidie”. Tornando al campionato, il presente è il Torino. “Una formazione che ha qualche buona individualità, ha più materiale del Livorno, ma è sempre il collettivo quello che fa la differenza” spiega Spalletti.
TOTTI TELEVISIVO - Il tecnico giallorosso chiude parlando del capitano infortunato: “Sono dispiaciuto per quanto successo a Francesco. Ci è venuto a mancare un punto di riferimento importante in un momento della stagione in cui abbiamo ancora molto da giocarci”. “Lui però - conclude Spalletti - l’ho trovato tranquillo e sereno. Dopo quello che gli è accaduto non c’è stato spazio nemmeno per un po’ di depressione ed è un segnale importante per il suo futuro e per quello della Roma. L’ho trovato pure bello televisivo…”.