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30…e a casa! Giugno 23, 2008

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Evvvvvvvvvai!!!!

l’esame è andato bene, un 30 meritato! Grazie a tutti voi, amici vicini e lontani, che avete visitato questo blog contribuendo a questo risultato!

Ultimo post prima dell’esame… Giugno 23, 2008

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Fra poco vado a dormire, ho appena finito di stampare il giornale realizzato con quarkxpress con le ultime modifiche (ho stampato bene solo l’A4, perchè x l’A3 la mia stampante non lo supporta e cmq consumerei troppo inchiostro, quindi ho fatto solo qualche pagina dimostrativa in A3 tramite lunghe procedure…e tanto nastro adesivo)

Detto questo, domani sarà il grande giorno dell’esame. Ringrazio tutti i visitatori del blog, spero di prendere il migliore dei voti, dato l’impegno che ci ho messo in questi mesi, sia per il giornale “senza frontiere”, sia per il blog stesso, tra fantacalcio ed europei 2008.

Non commenterò la sconfitta dell’Italia, grande delusione…
Ma spero di rimediare con una bella prestazione domani mattina! Sono sceso in campo e ci ho messo l’anima, conosco ogni dettaglio tecnico…ho voglia di vincere!

Buonanotte… ;)

Ultime dagli azzurri e dichiarazioni della vigilia Giugno 22, 2008

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VIENNA (Austria), 21 giugno 2008 – Alberto Aquilani ha uno sponsor: Massimo Ambrosini. Il rossonero ne è convinto: “Ha lo sguardo concentrato di chi sa che può giocarsi una grande chance”. Il milanista è sicuro; senza Pirlo e Gattuso, scenderà in campo al suo fianco. Li attenderà una battaglia: il cammino della Nazionale si decide a centrocampo che perde due colonne. “Ma questa squadra – sostiene Ambro – ha sempre dimostrato di avere buone alternative anche quando le assenze sono importanti”. Gli azzurri sono concentrati e come Aquilani hanno negli occhi il fuoco della passione. Di fonte ci sarà la Spagna: “Ci vorrà molta intelligenza per affrontare una squadra così tecnica: non dovremo lasciare loro l’iniziativa”.
NON MOLLIAMO MAI – Zona mista in fibrillazione quando a parlare è Buffon, preso d’assalto dalla stampa spagnola. Il portierone fa paura e avverte: “L’Italia bisogna batterla due volte, perché è una squadra che non molla mai”. E sorride quando gli fanno notare che, secondo gli addetti lavori, la Spagna è favorita: “Il pronostico non mi dà fastidio, anzi sono contento che si dica che loro siano più bravi e più forti di noi, tanto sono discorsi che non contano. Lo vedremo al novantesimo”. “Nei confronti della Spagna – dice – c’è grande rispetto e paura, ma la cosa penso sia reciproca”.
ALE SPERA – Sfilano i giganti azzurri; sfila Del Piero. Pochi dubbi: “Sarà una gara molto tesa. Loro sono forti in tutti i reparti e hanno giocatori importanti”. L’analisi tecnica del capitano bianconero è impeccabile: “Secondo me Italia e Spagna sono squadre molto simili. Loro sono abili nel possesso palla, noi puntiamo più sulle verticalizzazioni ma questo non vuol dire che loro siano più tecnici”. Giocare? Ci spera, ma non sa assolutamente decifrare il pensiero di Donadoni: “Credo che non abbia ancora sciolto i suoi dubbi”.
ZAMBRO PUNTA SUL GRUPPO – Secondo Gianluca Zambrotta, che conosce molto bene il calcio iberico, per l’Italia sarà davvero dura. Dalla torre ne butterebbe parecchi. “Nella Spagna ci sarebbero tanti giocatori da togliere, io li conosco bene; Aragones ha una grandissima squadra. Però non sono d’accordo con chi dice che è favorita; secondo me ce la giocheremo alla pari. Spero che sia il gruppo a fare la differenza. Conterà soprattutto questo”.

Italia-Spagna – il punto alla vigilia Giugno 22, 2008

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VIENNA (Austria), 22 giugno 2008 – Questione di fame. Secondo Roberto Donadoni per andare in semifinale gli azzurri dovranno averne di più di quella spagnola. Come dire, dopo 80 anni di frustrazione iberica, che dovranno superarsi. “Se necessario moriremo sul campo”, ha detto Aragones. Sì, dovremo avere una fame atavica.
BELLA SPAGNA – Ieri, in conferenza stampa, il commissario tecnico non ha spalancato gli orizzonti. Formazione criptata come la rifinitura. Difficile entrare nella testa del c.t.. Troppi pensieri e supposizioni. Come dargli torto? Battere la Spagna è complicato. Veloce ed elegante, ha tutti i mezzi per compiere l’impresa. Il pregio delle “Furie rosse” è che mai come questa volta ha messo insieme così tanti talenti. Giocano bene, attaccano e, soprattutto, segnano.
IL VOLO DI AQUILANI – Buffon dice che la nostra difesa è all’altezza. Contro quei due, Villa e Torres, giocherà l’ormai collaudato quartetto visto contro Romania e Francia: Zambrotta, Panucci, Chiellini e Grosso. Un solo gol subito (quello di Mutu), più per distrazione che per incapacità. Ma avrà bisogno di un centrocampo impenetrabile: la diga in grado di fermare l’armata spagnola. Senza Pirlo e Gattuso vengono a mancare mente e braccio. Donadoni potrebbe proporre il rombo: Aquilani a destra, De Rossi in mezzo, Ambrosini a sinistra. Nel 4-3-1-2, Perrotta giocherebbe da trequartista, alle spalle di Toni e Cassano.
DE ROSSI – Si potrebbe pensare anche a De Rossi davanti alla difesa, a dirigere il traffico. Poi una mediana folta: Camoranesi, Aquilani, Ambrosini e Di Natale e Toni unica punta. Ma visti risultati contro la Francia, la prima ipotesi appare la più convincente. Tanta esperienza con un pizzico di improvvisazione (Cassano) e intraprendenza (Aquilani).
RIGORI? – Ma con la Spagna potrebbe anche finire ai rigori. Donadoni le prove le ha fatte. Senza Pirlo, con Del Piero e Materazzi in panchina, dovrà fare calcoli precisi. Guardando alla notte di Berlino restano i nomi di Grosso e De Rossi. E poi? Aquilani e Cassano i piedi buoni li hanno e Buffon, straordinario su Mutu, potrebbe pensare al resto.
RUSSIA – Ma rigori o no, a fare la differenza sarà ancora la fame Anche perché, se passeremo il turno, dovremo averne molta di più: la Russia del nostro “amico” Guus Hiddink, a cui non manca mai l’appetito, ha già apparecchiato la tavola. (gasport)

Euro 2008, il calcio più bello degli ultimi 22 anni Giugno 22, 2008

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Il russo Arshavin
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MILANO, 22 giugno 2008 – Partite avvincenti, risultati incerti fino all’ultimo, ribaltoni clamorosi. Ma, soprattutto, squadre che giocano all’attacco senza troppi tatticismi. Tanto da fare di Euro 2008 “la migliore competizione calcistica per nazionali dal Mondiale del 1986 in Messico”. Una promozione a pieni voti che arriva da una fonte tanto autorevole quanto “neutrale”: “Sports Illustrated”, la bibbia dei magazine sportivi statunitensi.
ALL’ATTACCO – Dimenticata la vittoria della Grecia di quattro anni fa, “un’epidemia di calcio offensivo ha contagiato le squadre dell’Europeo”. Dopo la lezione impartita all’Olanda, la Russia è senza dubbio la squadra del momento. Al faro della squadra di Hiddink, il centrocampista Andrei Arshavin, “sono bastate due partite per rimpiazzare lo spagnolo David Villa come miglior giocatore dell’Europeo”. Spagna e Russia – ma anche Olanda e Croazia, nonostante l’eliminazione – “sono squadre che agli amanti del basket NBA ricordano i Phoenix Suns, per la velocità del loro gioco”. La prima rete della Croazia alla Germania, nella fase a gironi, è arrivata al termine di un’azione che “ha coinvolto tutti e 10 i giocatori sul campo prima della conclusione di Srna: i 47 secondi di possesso palla migliori di tutto il torneo”.
TULIPANI APPASSITI – Se a Euro 2008 si respira aria nuova, ci sono comunque squadre che ricadono negli errori di sempre. Olanda e Portogallo su tutte. “Chi ha rapito gli olandesi?”, si chiede Grant Wahl, giornalista che cura un blog quotidiano su Euro 2008. “Cos’è successo al maestoso centrocampo che ha creato così tante occasioni nella fase a gironi? Contro i russi le uniche occasioni sono arrivate sui calci piazzati”. Il Portogallo ha pagato caro gli errori difensivi contro la Germania. “I tedeschi assomigliano al Michael Jordan di fine carriera. Conoscono tutti i piccoli trucchi – a volte illeciti, ma mai troppo evidenti – che servono a ritagliarsi lo spazio per agire: la spinta di Ballack a Ferreira sull’azione del terzo gol ne è un esempio”
ITALIA – Se Euro 2008 è stato finora il trionfo del calcio offensivo, le critiche più pesanti non possono che essere per la Grecia di Rehaggel, la cui eliminazione dal torneo è stata salutata con un “Halleluja”. E l’Italia? Dopo la vittoria con la Francia e il passaggio del turno, sul blog di Wahl è apparso un post dal titolo “underestimate Italy at you peril”: sottovalutate l’Italia a vostro rischio e pericolo. Un vecchio adagio che anche negli Stati Uniti, ormai, conoscono bene. Speriamo valga anche stasera contro la Spagna.

Highlights – Portogallo-Germania 2-3 Giugno 21, 2008

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Ultime azzurri: Aquilani probabile titolare Giugno 21, 2008

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Aquilani e Toni durante l’allenamento
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VIENNA (Austria), 21 giugno 2008 – Torres è un niño, ma non ha paura. Nemmeno gli azzurri temono il biondino del Liverpool. Avranno al seguito 30 mila tifosi italiani. Calore fraterno. Per gli iberici si scomoderà anche sua altezza il Re Juan Carlos: una presenza autorevole alla ricerca dell’impresa, per sfatare la tradizione che ci vede sempre favoriti. Ospite d’onore e imparziale, Zinedine Zidane. Stai a vedere che, finalmente, farà pace con Marco Materazzi.
PARTITA A SCACCHI - Ma Spagna-Italia, si dice, non sarà come le altre volte. Gli spagnoli sono cresciuti e sono pronti al grande salto. L’eterna incompiuta che non batte l’Italia in una partita vera dal 1920, ha in mente un piano diabolico per fermare la Nazionale. Anche Roberto Donadoni che non ha nessuna intenzione di imbarcarsi lunedì con destinazione Malpensa.
GRANDI MANOVRE - Sfortunato il nostro c.t. Appena atterrato a Vienna ha perso Cannavaro; giovedì è toccato a Barzagli. E contro la Spagna gli vengono a mancare due pedine come Pirlo e Gattuso. Rino dice che pesa molto di più quella del regista. Si può essere più o meno d’accordo, ma una diga come lui non è facilmente replicabile. Ma il commissario tecnico sta lavorando e ieri ha provato diverse soluzioni per sopperire alle due assenze.
AQUILANI ALLA RIBALTA - La più probabile? Quella con il 4-3-1-2: il modulo visto contro la Francia. Un mix di muscoli e tecnica, con De Rossi in mezzo al centrocampo, stopper aggiunto alla difesa e licenza di spingere in avanti; poi Ambrosini a sinistra, ringhioso quanto Gattuso, ulteriore filtro per il reparto più arretrato. Resta da capire chi sarà il terzo della mediana. A destra il nome più accreditato era Camoranesi, ma con il passare delle ore salgono prepotentemente le azioni di Aquilani: fresco, reattivo, sicuramente più in forma dello juventino, nonostante la limitata esperienza. La risposta italiana ai giovani fenomeni di Aragones. Quindi Perrotta alle spalle di Toni e Cassano. Con due punte veloci come Villa e Torres, sarà fondamentale il collegamento fra mediana e difesa, per prevenire i movimenti dei due attaccanti, molto abili quando si tratta di giocare la palla in un fazzoletto di campo, per poi concludere velocemente a rete. Potrebbe anche tornare di moda il 4-1-4-1, con De Rossi davanti alla difesa, e un centrocampo composto da Camoranesi, Aquilani, Ambrosini e Di Natale, con il baffuto Toni unica punta. Ma sono solo supposizioni. Ne capiremo qualcosa di più nella rifinitura di questa sera al Prater di Vienna.

Gattuso morde gli spagnoli Giugno 21, 2008

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OBERWALTERSDORF (Austria), 20 giugno 2008 – “Si sentirà la mia mancanza? Semmai quella di Pirlo, perché lui è unico”. Rino Gattuso si sente troppo piccolo per essere considerato così importante. Contro la Spagna non ci sarà per squalifica e avrebbe voglia di spaccare il mondo. Ma sorride davanti alla sortita di Luis Aragones. Il c.t. degli iberici ha dichiarato: “Se Gattuso è l’uomo più importante dell’Italia io sono un prete”. Rino ribatte così: “Mi ha anche fatto un complimento perché mi ha detto che sono un combattente, che non mollo mai. Ha ragione, io sono un gregario e ho interpretato le sue dichiarazioni come un complimento”.
CI PENSERA’ IL GRUPPO - Rino, con la rabbia in corpo anche se non lo fa vedere, vivrà la sfida da spettatore. E gli rode. Sa che la Spagna è forte e che dovremo sputare l’anima perché oltre a lui dovremo fare a meno di Pirlo, uno dei pochi capaci di verticalizzare. “A livello tecnico non abbiamo nulla da invidiare alla Spagna – dice il rossonero -, ma abbiamo valide alternative e il gruppo farà la differenza”. Il prossimo avversario lo conosce bene: “Con le squadre spagnole ho sempre avuto difficoltà a rubare palla; dovremo fare attenzione a questo aspetto. Hanno un gioco tecnico, maestri nel possesso palla. Somigliano un po’ al Barcellona di due anni fa. E poi c’è Torres; che bravo, soprattutto quando crea superiorità numerica”.
TUTTI CON DONADONI - Torna poi a parlare di Donadoni, del buon rapporto degli azzurri con il c.t., “Nel calcio la riconoscenza non esiste: devi dimostrare ogni volta e ricominciare daccapo. Anche Lippi che aveva vinto tutto ha avuto momenti difficili”. Poi sottolinea: “Donadoni è una brava persona; con lui si riesce a parlare e qualche piccola incomprensione è stata sempre risolta col dialogo. Lui sa che cosa vuole dai suoi giocatori”.
NOZZE OMOSEX - Gattuso a ruota libera che non avverte il bruciore di stomaco della tensione e che rivela i gusti musicali di Cassano: “Ama Nino D’Angelo e canta Carosone; anche bene”. E dice la sua sulla visione del mondo del premier spagnolo Zapatero che non fa distinzioni sessuali. “Le nozze tra omosessuali non mi trovano d’accordo – dice a proposito della legge spagnola che le consente – per me le nozze sono tra un uomo e una donna. Sì, io mi scandalizzo, perché credo nella famiglia. E se credi nella famiglia e nella tua religione, non puoi essere d’accordo. Poi, siamo nel 2008 e ognuno fa quello che vuole”.
ITALIA DI TUTTI – Confessa che dopo il tracollo con l’Olanda “non è stato facile ricominciare ad allenarsi”, ma poi, come sempre, è venuta fuori l’anima degli azzurri, capace di ricompattarsi e prefiggersi nuovi obiettivi. Questione di fame. E confessa: “Mi amareggia quando sento e leggo che questa è l’Italia di nessuno, fa male sentirselo dire”. Un messaggio forte, perché è l’attaccamento alla maglia a fare la differenza.
RONALDO E IL REAL - Infine il mercato e le voci di Cristiano Ronaldo dato in partenza verso la Spagna. “Davvero va al Real Madrid? Beato lui”, dice Gattuso. “Chissà come sarà contento Ferguson – aggiunge -. Il Real ha dimostrato in questi anni che con lo strapotere economico che ha, se si mette in testa qualcosa la raggiunge. Tranne Kakà, ha centrato tutti gli obiettivi. Ma mi dispiacerebbe non vedere più Ronaldo con la maglia del Manchester United dopo tutto quello che ha fatto lì”. “Beato lui”?, Rino spiega: “Io non c’entro nulla con loro, lì sono abituati ai piedi buoni, io resto nella mia famiglia, nella squadra che mi ha dato la possibilità di giocare tre finali di Champions. Non può andare sempre benissimo, ma io sono orgoglioso di indossare la maglia del Milan, un club che non ha nulla in meno rispetto al Real Madrid che almeno cinque coppe dei Campioni le ha vinte quando mio nonno aveva 20 anni”. (gasport)

Turchia, un morto durante i festeggiamenti Giugno 21, 2008

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VIENNA (Austria), 21 giugno 2008 – È stato fin troppo agitato il dopo partita di Turchia-Croazia, a Vienna come in Turchia, dove nei festeggiamenti ci è pure scappato il morto.
BOTTIGLIE - Nella capitale austriaca, sede della partita che ha visto trionfare i turchi ai rigori, si sono registrati 11 arresti e 10 feriti lievi. La polizia locale è intervenuta nella Fan zone per separare gruppi di tifosi turchi e croati che stavano entrando in contatto mentre la partita era in corso all’Ernst Happel Stadion. Gli agenti sono entrati in azione anche al termine del match, quando hanno dovuto tenere a bada alcuni tifosi croati che, delusi per la sconfitta, hanno cominciato a lanciare bottiglie contro le auto in sosta.
FUCILATA - Peggio è andata in Turchia dove il bilancio della serata è di un morto e 16 feriti in varie località del Paese. Lo ha riferito la tv privata Ntv precisando che la vittima è un uomo della città di Gaziantep, nel Sud, deceduto dopo essere stato raggiunto da un colpo di pistola. Anche gli altri 16 feriti sono stati colpiti da proiettili di armi da fuoco, spesso usate in Turchia nei festeggiamenti. In quelli per la precedente vittoria della nazionale turca sulla Repubblica Ceca si erano registrati due feriti ad Adana tra cui una bambina di 10 anni, rimasta sfigurata al volto da una fucilata.

La Turchia continua a sognare e va in semifinale Giugno 21, 2008

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I giocatori turchi fanno festa per la qualificazione alle semifinali
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VIENNA (Austria), 20 giugno 2008 – Incredibile. La Turchia che va in semifinale battendo ai rigori la Croazia per 4-2 ha compiuto un altro miracolo. Già, perché è difficilmente spiegabile il rendimento di questa squadra, che al 119′ era eliminata dall’Europeo, e che invece dieci minuti dopo si è trovata in semifinale. Ma contro la Germania, tra infortuni e squalifiche (tre, solo stasera), sarà durissima. Certo, la Croazia deve recitare almeno dieci mea culpa; dopo aver condotto a lungo la gara, e dopo il vantaggio di Klasnic a un minuto dalla fine dei supplementari (a proposito di miracoli sportivi), sembrava fatta. Poi, il gol di Senturk, con Bilic che nel frattempo voleva effettuare una sostituzione. Una botta non digerita, e il flop ai rigori è stato l’inevitabile conseguenza.
RUSTU TITOLARE - Senza il portiere titolare Volkan (squalificato) si rivede Rustu tra i pali della Turchia. Accanto a Nihat in attacco c’è il tifoso dell’Arsenal, Kazim. Bilic, invece, dopo aver dato spazio alle seconde linee contro la Polonia, ripropone i suoi titolari; c’è molta attesa per Modric, folletto tuttofare in mezzo al campo.
OLIC SPRECA - E’ una partita gradevole, all’inizio, perché le due squadre non si coprono e vogliono imporre il loro gioco. Di occasioni, poche, a dire il vero, ma non ci si annoia. Il primo lampo lo procura proprio Modric: il futuro giocatore del Tottenham sguscia in area, bruciando la lenta difesa turca. Poi crossa al centro per Olic, davanti alla porta spalancata con Rustu quasi a terra. Gol? Bilic già esulta, ma deve ricacciare l’urlo in gola vedendo il tiro dell’attaccante finire sulla traversa. Poi Kranjcar invece di ribadire alza il colpo di testa.
ALTINTOP SI SPOSTA - Solo che invece di dare la spinta alla Croazia, l’episodio sveglia i turchi. In bambola sulle avanzate di Pranjic sulla sinistra, e in difficoltà perenne con Srna sulla destra, Terim decide di spostare Altintop (teoricamente il terzino destro) nel ruolo di mediano. E’ una piccola svolta, perché la partita cambia padrone. Nulla di straordinario, ma la seconda metà del primo tempo è turca. Quando Mehmet Topal sfiora l’incrocio dei pali con una saetta da 25 metri, la sirena dalle parti di Pletikosa inizia a suonare.
DOMINIO STERILE - Un Pletikosa che nella ripresa deve darsi qualche ceffone sul volto per rimanere sveglio. Ad attaccare, infatti, è solo la Croazia. Che però spesso si va a chiudere a imbuto, e sbaglia diversi passaggi facili. Rakitic illumina, ma a sprazzi; idem Modric. La tensione, come è ovvio vista la posta in palio, appesantisce gambe e cervello. Olic, in tal senso, è sciagurato; prima spreca un assist involontario di Gokhan Zan, poi butta via un facile contropiede tre contro due. Si sveglia Srna, che su punizione esalta i riflessi di Rustu. E’ tardi, il naturale epilogo sono i supplementari.
FINALE ASSURDO - Qui, al contrario, la Turchia sembra averne di più. La corsa e la lucidità dei vari Tuncay e Arda danno una spinta maggiore agli uomini di Terim. Ma nessuno si attende quello che accade tra il 119′ e il 122′. Dopo l’infortunio di Nihat (pare un serio guaio alla coscia) arriva, a sorpresa, il vantaggio croato; tutto nasce da una palla che sembra persa, che Modric trasforma, quasi dalla linea di fondo, in un cross per Klasnic. Appena entrato, l’attaccante del Werder Brema sfrutta l’uscita pessima di Rustu e di testa segna l’1-0. E’ fatta? Non esattamente. Mentre Bilic prepara l’ingresso di Leko, la palla arriva a Senturk. Un paio di rimpalli e l’attaccante inventa un sinistro all’incrocio. Incredibile pareggio al 121′ e spiccioli.
TRIPLO ERRORE - Una botta troppo forte per i croati, che vedono svanire un risultato ormai acquisito. E ai rigori è un disastro: Modric e Rakitic tirano fuori, Petric il suo penalty se lo fa addirittura parare. In compenso la Turchia fa tre su tre. Quanto basta per l’insperato passaggio del turno. Sarà semifinale, contro la Germania. Il sogno continua. (gasport)
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I gol arrivano dalla panchina
CROAZIA-TURCHIA 2-4 (dopo i rigori, 1-1 dopo supplementari)
MARCATORI: Klasnic (C) al 14′ s.t.s, Semih Senturk (T) al 17′ s.t.s.
CROAZIA (4-4-2): Pletikosa; Corluka, R. Kovac, Simunic, Pranjic; Srna, Modric, N. Kovac, Rakitic; Kranjcar (19′ s.t. Petric); Olic (7′ p.t.s. Klasnic). C.t. Bilic.
TURCHIA (4-1-3-2): Rustu; Altintop, Gokhan Zan, Emre Asik, Hakan; Topal (31′ s.t. Semih Senturk); Sabri, Tuncay, Arda Turan; Kazim Kazim (16′ s.t. Boral), Nihat (12′ s.t.s. Karadeniz). C.t. Terim.
ARBITRO: Rosetti (Italia).
NOTE: spettatori 50.000 circa. Recupero 2′ p.t., 3′ s.t., 0′ p.t.s., 2′ s.t.s.

Portogallo-Germania 2-3 – tedeschi ai quarti di finale Giugno 19, 2008

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Il gol dell’ 1-0
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BASILEA (Svi), 19 giugno 2008 – La Germania è la prima semifinalista di Euro 2008: Portogallo battuto 3-2 al termine di una partita entusiasmante dall’inizio alla fine. Un confronto di stili, quello tra tedeschi e portoghesi, che ha regalto spettacolo, come spesso avviene in questi casi.
LOEW CAMBIA – A Basilea, Portogallo e Germania danno vita a una gara divertente e di alto livello già dalle prime battute. Loew, confinato in tribuna per la squalifica rimediata contro l’Austria, propone alcune novità: rilancia Schweinsteiger sulla fascia destra, con Hitzlsperger sul lato opposto, mentre Friedrich sostituisce l’acciaccato Jansen. Le variazioni più grosse rispetto alle prime uscite, però, riguardano le assenze dell’acciaccato Frings in cabina di regia e del deludente Gomez in attacco: spazio a Rolfes, con Podolski che ritorna in posizione più avanzata. Il Portogallo è in formazione tipo, con Ronaldo che parte alla sinistra di Simao e di Deco nel 4-2-3-1 di Scolari.
UNO-DUE TEDESCO – La prima squadra ad avvicinarsi al gol è proprio quella portoghese, con Bosingwa molto intraprendente nelle avanzate sulla destra e Moutinho nella parte di chi non sfrutta a dovere un cross perfetto. Pochi istanti più tardi, però, passa la Germania. Azione da manuale, nata da un’intuizione di Ballack che serve Podolski sulla corsa: traversone basso in mezzo e spaccata vincente di Schweinsteiger, che brucia Ferreira in ritardo nella copertura. E’ il 22′ e il risultato si sblocca. Neanche il tempo di riprendere fiato e si va sul 2-0: dormita dei difensori portoghesi su una punizione calciata da Schweinsteiger, il fuorigioco non scatta e Klose fa centro di testa.
NUNO RIAPRE – La doppia mazzata piega le ginocchia al Portogallo, che per qualche minuto sbanda e rischia il tracollo. Ma Ronaldo comincia lentamente a salire di rendimento e al 39′ indovina la fuga buona: Lehmann è bravissimo a toccare il suo diagonale, ma Nuno Gomes riprende e mette dentro, eludendo l’intervento disperato di Metzelder. Se Ronaldo non fosse sfortunato un istante prima dell’intervallo, il suo colpo da biliardo dopo il dribbling a Mertesacker manderebbe le squadre al riposo in parità. Ma la palla sfiora il palo e la Germania rientra negli spogliatoi con un meritato vantaggio.
LA FIRMA DI BALLACK – In avvio di ripresa, il Portogallo avrebbe quasi subito la chance di rimettersi perfettamente in linea di galleggiamento, ma Pepe la spreca sciaguratamente, mandando alto di testa da mezzo metro. La Germania sembra soffrire la pressione avversaria, ma può contare sulla serata storta della difesa avversaria, e in particolar modo di Paulo Ferreira. Corre il minuto 16, infatti, quando Schweinsteiger mette in area un’altra punizione: il difensore del Chelsea, forse spinto, perde di vista il compagno di club Ballack, che di testa fulmina Ricardo. E’ il 3-1 che gela le speranze degli uomini di Scolari.
TURCHIA O CROAZIA? – Dentro Nani e Postiga per i portoghesi, Loew risponde con Borowski. Lehmann è attento sui tiri dalla distanza e il Portogallo per tanti minuti non riesce a costruire nulla di diverso. Il gol che riapre di nuovo la sfida arriva al 42′: Mertesacker perde Postiga in area e il cross di Nani si trasforma in un assist per il colpo di testa vincente. Ma è troppo tardi e l’assedio finale non dà frutti. La Germania vola in semifinale. Se la vedrà con la vincente della sfida tra Turchia e Croazia. Nella fase a gironi, contro la nazionale di Bilic i tedeschi fecero una figuraccia. Ma quando si giocano le partite a eliminazione diretta, è tutta un’altra cosa: ne sa qualcosa il Portogallo, che si è sgonfiato sul più bello.

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PORTOGALLO-GERMANIA 2-3 (primo tempo 1-2)
MARCATORI: Schweinsteiger (G) al 22′, Klose (G) al 26′, Nuno Gomes (P) al 40′ p.t.; Ballack (G) al 16′, Postiga (P) al 42′ s.t.
PORTOGALLO (4-2-3-1): Ricardo; Bosingwa, Pepe, Carvalho, Paulo Ferreira; Petit (dal 28′ s.tRonaldo; Nuno Gomes (dal 22′ s.t. Nani). (Espirito Santo, Rui Patricio, Bruno Alves, Fernando Meira, Hugo Almeida, Miguel, Jorge Ribeiro, Quaresma, Veloso). All. Scolari.
GERMANIA (4-2-3-1): Lehmann; Friedrich, Mertesacker, Metzelder, Lahm; Rolfes, Hitzlsperger (dal 28′ s.t. Borowski); Schweinsteiger (dal 38′ s.t. Fritz), Ballack, Podolski; Klose 6.5 (dal 43′ s.t. Jansen). (Enke, Adler, Westermann, Frings, Gomez, Neuville, Trochowski, Odonkor, Kuranyi). All. Flick (Loew squalificato).
ARBITRO: Frojdfeldt (Svezia).
NOTE: serata di pioggia, terreno di gioco in non perfette condizioni, spettatori 40mila circa. Ammoniti Petit, Pepe, Friedrich e Lahm per gioco scorretto. Angoli: 8-3. Recuperi: 1′ p.t.; 4′ s.t.

De Rossi gol e azione precedente – Highlights Francia-Italia 0-2 Giugno 19, 2008

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Highlights – Azione del rigore e gol di Pirlo in Francia-Italia Giugno 19, 2008

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Russia batte Svezia 2-0 e vola ai quarti di finale Giugno 18, 2008

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INNSBRUCK (Aut), 18 giugno 2008 – L’ottava e ultima squadra a qualificarsi per i quarti di Euro 2008 è la Russia. E se l’eliminazione della Svezia è già una mezza sorpresa, ancora più inaspettato è il modo brillante e autorevole con cui la nazionale allenata da Hiddink ottiene il passaggio del turno. “Allenata” non è la parola giusta, quando si parla di Guus Hiddink: il mago olandese ha plasmato questa squadra e ha saputo rialzarla dopo la batosta rimediata dalla Spagna nella prima giornata. L’ha letteralmente trasformata in una macchina da gioco, capace di fare bel calcio. Dopo la vittoria importante sulla Grecia, stasera a Innsbruck arriva quella decisiva sulla Svezia: un 2-0 più netto di quanto non dica il punteggio. In una gara in cui serviva solo vincere, la Russia l’ha fatto alla grande.
ARSHAVIN – Chi si chiedeva che senso avesse la scelta di Hiddink di convocare un giocatore squalificato in partenza per due turni, ora avrà trovato la risposta, perché Andrei Arshavin non è uno come gli altri. Il genio dello Zenit San Pietroburgo esordisce a Euro 2008 con 180 minuti di ritardo rispetto ai compagni, ma non perde tempo e illumina la scena in attacco, supportando il bomber Pavlyuchenko. Ma non è solo Arshavin a mettere in crisi i piani del c.t. svedese Lagerback: c’è anche Zhrirkov, centrocampista re-inventato terzino sinistro da Hiddink, a dominare la scena. Perché il suo primo avversario, Elmander, è una punta che mal si adatta a coprire la fascia destra gialloblù. Se ci aggiungete la netta supremazia del playmaker Semak e dei compagni di reparto sui centrocampisti svedesi Andersson e Svensson, non stupisce davvero che la Russia sia padrona del campo per mezz’ora.
SPETTACOLO – Il gol dell’1-0 non è propiziato da una volata di Zhirkov, bensì da un’iniziativa personale del suo omologo Anyukov, che spinge sul lato opposto. Lo scambio con Zyrianov è perfetto, l’assist per Pavlyuchenko altrettanto e il rasoterra fulmina Isaksson. Trovato il vantaggio, la Russia si scatena ancora di più e per un quarto d’ora gioca un calcio da applausi, fatto di velocità, movimenti e sovrapposizioni perfette. La Svezia reagisce con il veterano Larsson che centra la traversa di testa, ma il conto dei legni è presto pareggiato da Pavlyuchenko, ancora liberato in area da una manovra splendida. Anche Zhirkov, Arshavin e Bilyaletdinov saggiano i riflessi di Isaksson, prima che Ibra e Ljungberg riescano finalmente a entrare in gara. La prima vera azione svedese è frutto di una combinazione tra loro due, con buona chiusura di Akinfeev. Il portiere russo si ripete su Nilsson, favorito da un rimpallo proprio un istante prima di andare negli spogliatoi. All’intervallo è 1-0 per la Russia e il risultato va stretto agli uomini di Hiddink.
IBRA SPENTO – Non passano molti minuti e il meritato raddoppio diventa realtà. E’ il 5′ quando Zhirkov fila via per le corsie centrali, orchestra il contropiede e serve ad Arshavin un pallone perfetto: 2-0. A quel punto, per la Svezia la montagna da scalare diventa altissima. Lagerback butta nella mischia prima Kallstrom e poi Allback, ma a suonare la carica sono i “vecchietti” Larsson e Ljungberg, più vivi di un Ibrahimovic in condizioni fisiche precarie. Niente di eccezionale, però. E così sono ancora i russi ad avere le chance migliori: prima del fischio finale, c’è tempo per un palo centrato da una sventola di Zyrianov e per un paio di erroracci sotto porta ad opera di Pavlyuchenko e Arshavin. Ma per Hiddink, l’uomo che ha trasformato la Corea del Sud, l’Australia e ora la Russia in squadre temibilissime, può andar bene così. Ora bisogna pensare all’Olanda, la nazionale del suo Paese, da lui allenata per quattro anni. E’ la prossima avversaria. Sabato a Basilea ci sarà da divertirsi.
RUSSIA-SVEZIA 2-0 (primo tempo 1-0)
MARCATORI: Pavlyuchenko al 24′ p.t.; Arshavin al 5′ s.t.
RUSSIA (4-1-3-2): Akinfeev; Anyukov, Ignashevich, Kolodin, Zhirkov; Semak; Zyryanov, Semshov, Bilyaletdinov (dal 21′ s.t. Saenko); Arshavin, Pavlyuchenko (dal 45′ s.t. Bystrov). (Gabulov, Malafeev, V. Berezutski, Yanbaev, A. Berezutski, Adamov, Torbinski, Ivanov, Shirokov, Sychev). All. Hiddink.
SVEZIA (4-4-2): Isaksson; Stoor, Mellberg, Hansson, Nilsson (dal 34′ s.t. Allback); Elmander, Andersson (dall’11′ s.t. Kallstrom), Svensson, Ljungberg; H. Larsson, Ibrahimovic. (Shaaban, Wiland, Linderoth, Alexandersson, Majstorovic, Granqvist, S. Larsson, Wilhelmsson, Dorsin, Rosenberg). All. Lagerback.
ARBITRO: De Bleeckere (Bel).

NOTE: spettatori 30mila circa. Ammoniti Isaksson e Elmander per c.n.r., Semak, Arshavin, Kolodin per gioco scorretto. Recuperi: 1′ p.t., 3′ s.

Turchia-Rep. Ceca highlights Giugno 18, 2008

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Italia, dichiarazioni del dopopartita Giugno 17, 2008

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ZURIGO (Svizzera), 17 giugno 2008 – Roberto Donadoni è soddisfatto, ma freddo. Di fronte alle critiche come nella sera del grande sollievo. A caldo, dopo il 2-0 sulla Francia, parla ai microfoni della Rai e non si lascia trasportare troppo dall’entusiasmo di una serata speciale. “E’ stata una buona prestazione, anche se forse abbiamo giocato meglio quando loro erano in 11. Poi è subentrata un po’ di paura, un po’ di timore, nervosismo. I ragazzi sono stati bravi, voglio ricordare anche tutti quelli che non hanno giocato. E’ stata una grande risposta”.
L’analisi è lucida anche di fronte a qualche errore iniziale: “Nelle occasioni non trasformate più che di sfortuna parlerei di qualche demerito nostro”. Niente drammi anche per le squalifiche che fermeranno Pirlo e Gattuso nei quarti di finale contro la Spagna: “Sono state due ammonizioni importanti, ma ci sono altri giocatori validi che anche oggi hanno fatto bene. Loro (Pirlo e Gattuso ndr) verranno buoni per la prossima”. Promosso Cassano: “Deve fare solo come ha fatto stasera, mettendoci un pizzico di iniziativa in più”. Infine una parola per l’Olanda, per giorni sospettata di non volere dare il massimo contro la Romania: “Conosco bene Van Basten, la sua personalità e il suo spessore. Chiamarlo sarebbe stato assurdo, inutile, poco corretto nei suoi confronti. Poi può anche capitare che le partite finiscano diversamente”.
Daniele De Rossi è un po’ il simbolo della rivalsa italiana: “E’ una cosa stupenda la qualificazione, con un pizzico di felicità in più per averla ottenuta dopo un inizio difficile e dopo essere stati criticati. Le squalifiche? La forza del gruppo è avere tutti i giocatori integrati. Mancheranno due grandi campioni e ce ne saranno altri due che faranno il loro lavoro. La Spagna è forte in tutti i reparti specie a centrocampo dove hanno giocatori giocani e bravi che ci metteranno in difficoltà”.
Sereno Gianluca Zambrotta: “Una grande reazione, una grande voglia di non ripetere gli errori. Abbiamo avuto voglia di vincere e di qualificarci. L’importante era questo. La Spagna è una squadra molto tecnica, ma lascia spazi dietro e se saremo bravi ad attaccarli riusciremo a fargli male. La loro tradizione non è positiva, ma sono in forma anche se hanno i loro difettucci”.
Luca Toni vede il bicchiere mezzo pieno: “Son contento perché nell’azione del rigore penso di avere fatto una gran cosa. L’importante era passare il turno, abbiamo dimostrato di esserci e ora che siamo ai quarti ce la giocheremo. La forza del gruppo è l’unità: non abbiamo mai avuto problemi tra di noi e con l’allenatore”.
Andrea Pirlo è sereno nonostante la squalifica che l’attende: “Contento per il risultato, grazie all’Olanda che è satta davvero brava. Peccato per l’ammonizione, loro erano partiti in contropiede e il fallo ci voleva anche se non era cattivo. Ci sentiamo sempre campioni del mondo, abbiamo dato tutto quello che avevamo. Non conta chi prenderà il mio posto, conta lo spirito che avremo”. Sulla stessa lunghezza d’onda Rino Gattuso: “Peccato per la squalifica, ma abbiamo 23 giocatori. La gioia rimane immensa”.

Domenech datti all’ippica! E lui pensa al matrimonio… Giugno 17, 2008

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PARIGI, 17 giugno 2008 – “Dimissioni? Oggi non ho che un progetto: quello di sposare Estelle. È oggi che glielo chiedo”. A sorpresa il commissario tecnico della nazionale francese, Raymond Domenech, chiede in diretta tv la mano della sua compagna, Estelle Denis, presentatrice televisiva su M6, la rete che aveva trasmesso l’ incontro e l’intervista con il c.t. francese.
Un coup de theatre da vero maestro quello dell’imprevedibile c.t. francese che forse ha giocato la carta del romanticismo per distogliere gli sguardi dalla sua traballante panchina. Il tecnico, in effetti, ha un contratto con la Federazione francese fino al 2010, ma la sconfitta con l’Italia di questa sera (che dal 1978 non batteva i galletti nei 90′) probabilmente metterà a dura prova il prosieguo del suo lavoro.
A un’ulteriore domanda su una sua possibile partenza dalla panchina dei Bleus, Domenech ha detto di non porsi la questione. “È un problema di politica – ha affermato – questa squadra ha futuro, ha un progetto, ci sono dei giovani, c’è qualcosa di interessante da fare”. “È un problema di politica – ha ripetuto il c.t. – io non mi sono mai collocato che nell’ambito sportivo”. Dopo l’intervista in diretta è cominciata sempre sulla rete M6, da Parigi, la trasmissione sportiva di commento sull’Euro condotta proprio da Estelle Denis.
Sull’aver lasciato in panchina gente come Thuram e Sagnol, il c.t. dei Bleus aggiunge: “Ho preferito far giocare giocatori più freschi”. Poi, tornando sulla prestazione dei vice campioni del mondo, dice: “Anch’io mi chiedo se abbiamo mollato, forse c’è stato un errore di comunicazione: dovevo dire sei mesi fa che non potevamo lavorare per questo Europeo ma puntare al prossimo Mondiale”. Sulle condizioni di Ribery: “È all’ospedale ma non sappiamo cosa abbia, so solo che si è infortunato al ginocchio”. Infine, sull’Italia favorita per il prosieguo, dice “Favorita non lo so, ma da ora in poi tutte le partite sono difficili”. (gasport)

Pirlo e De Rossi abbattono Domenech: Francia-Italia 0-2 e azzurri ai Quarti Giugno 17, 2008

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De Rossi festeggia con Donadoni dopo il secondo gol

(Svizzera), 17 giugno 2008 – Siamo ai quarti. L’Italia passa. Battiamo la Francia 2-0, mentre l’Olanda vince 2-0 e sbatte fuori dall’Europeo la Romania. Il miracolo di Berna ha le movenze di Klaas Jan Huntelaar e Van Persie. Quelle di Zurigo la classe di Pirlo, che infila su rigore, e la potenza di De Rossi che fissa il risultato. Siamo ai quarti al termine di una vera battaglia, dove la Francia perde per infortunio Ribery dopo 8′ e Abidal, espulso al 24′ del primo tempo. Partita che alterna emozioni con quelle di Berna, e che alla fine fa crollare solo le speranze dei francesi.

DUE CAMBI – Con la Francia Roberto Donadoni fa due cambi e lancia Gattuso e Cassano. Il c.t. schiera il 4-3-2-1 , con Perrotta affiancato al barese, alle spalle di Toni. Sulla linea mediana il tecnico fa la scelta giusta: Gattuso e Pirlo sulle corsie, De Rossi al centro. Confermata invece la difesa: Zambrotta e Grosso esterni, Panucci e Chiellini centrali. La formazione migliore, direbbe il c.t.. Sicuramente più competitiva di quella schierata da Marco van Basten a Berna contro la Romania. Domenech, ferito dagli “oranje” rinuncia a Thuram, affidandosi ad Abidal in mezzo alla difesa. In panchina anche Sagnol e Malouda che lasciano il posto a Clerc ed Evra. In attacco rientra Benzema.
RIBERY K.O. – La feroce partenza della Francia è uno specchietto per le allodole, perché l’Italia ribatte e risponde per le rime. Giochiamo bene. Abbiamo idee brillanti. Già al 4′ potremmo passare. Toni lanciato da Grosso spreca dal limite solo davanti a Coupet, aggiungendo una nuova tacca alle occasioni sprecate finora all’Europeo. Ma siamo solo all’inizio. All’8′ la Francia perde Ribery. Il fuoriclasse del Bayern abbandona per un infortunio al ginocchio sinistro dopo un contrasto con Zambrotta. Domenech lo sostituisce con Nasri al 10′, ma perde almeno il trenta per cento della sua forza penetrativa.
LA CHIAVE – Qualità che non manca all’Italia, che infila occasioni a valanga. All’11′ Panucci sfiora di testa; splendida la reattività di Makelele che respinge sulla linea di porta, anticipando Coupet ben piazzato. Due occasioni nette per gli azzurri che spingono e giocano bene. Al 22′ Pirlo scodella in area per Perrotta che manca l’aggancio. Al 25′ l’episodio chiave. Toni viene travolto da Abidal al centro dell’area: rigore netto che Michel concede, accompagnato dall’espulsione del francese per fallo da ultimo uomo. Pirlo va sul dischetto e non sbaglia. Per Domenech si impone una nuova sostituzione per ridare equilibrio alla difesa. A uscire è proprio Nasri che lascia il posto a Boumsong.
TONI SPRECONE – E’ azzurro profondo. Al 27′ De Rossi sfiora la traversa, al 28′ Toni, imbeccato da Cassano, su rovesciata sfiora il palo alla destra di Coupet. Al 29′ Pirlo giganteggia e invita ancora a nozze Toni che, pesante come il granito, con la punta del piede spreca a lato. La Francia ha un’impennata d’orgoglio con il suo capitano Henry; il diagonale è tagliente, ma si perde sul fondo alla destra di Buffon. I bleus alzano il baricentro sfruttando classe e potenza nonostante l’inferiorità numerica. Ne approfittano per salire in cattedra i mediani di razza: De Rossi che fa lo stopper aggiunto, e Gattuso, ringhioso su tutte le palle. Proprio De Rossi subisce fallo al limite al 44′. La punizione la batte Grosso e la palla si stampa sul palo. Chiudiamo in vantaggio il primo tempo, mentre Olanda e Romania vanno al riposo sullo 0-0.
E’ FATTA – Nella ripresa la Francia parte forte, imponendo la sua personalità. Al 5′ Benzema scarica un bolide oltre la traversa; al 7′ Henry impegna a terra Buffon. Subiamo troppo in mezzo, dove i transalpini fanno sentire tuttra la potenza fisica di Makelele e Govou. Donadoni toglie Pirlo per Ambrosini, sostituzione inspiegabile poiché l’autore del gol era diffidato e, ammonito, non potrà giocare l’eventuale quarto. Poi da Berna arriva la notizia del gol di Huntelaar e improvvisamente l’orizzonte cambia. L’Italia trova il raddoppio con De Rossi, la cui punizione viene deviata da Henry. Camoranesi prende il posto di Perrotta, Domenech tenta la disperata mossa Anelka per Govou. Pressione totale, ordina l’eccentrico allenatore catalano. Per niente facile con l’uomo in meno, eppure al 29′ la Francia sfiora il gol. Bellissimo il fendente di Benzema; spettacolare la deviazione di Buffon che si guadagna la pagnotta. Al 93′ il fischio finale di Michel. Azzurri, disfate le valigie: si resta a Vienna. (gasport)
FRANCIA-ITALIA 0-2 (primo tempo 0-1)
MARCATORI: Pirlo su rigore al 25′ p.t.; De Rossi al 17′ s.t.
FRANCIA (4-4-2): Coupet; Clerc, Gallas, Abidal, Evra; Govou (Anelka dal 21′ st), Toulalan, Makelele, Ribery (Nasri dal 10′ p.t.; Boumsong dal 26′ p.t.); Benzema, Henry. (Mandanda, Frey, Malouda, Vieira, Thuram, Squillaci, Sagnol, Diarra, Gomis). C.t. Domenech.
ITALIA (4-3-2-1): Buffon; Zambrotta, Panucci, Chiellini, Grosso; Gattuso (Aquilani dal 37′ s.t.), De Rossi, Pirlo (Ambrosini dal 10′ st); Cassano, Perrotta (Camoranesi dal 19′ s.t.); Toni. (Amelia, De Sanctis, Gamberini, Barzagli, Materazzi, Quagliarella, Del Piero, Di Natale, Borriello). C.t. Donadoni
ARBITRO: Michel (Slovacchia).
NOTE: spettatori 30.585. Serata piovosa e fredda, terreno scivoloso. Ammoniti Evra, Pirlo, Chiellini, Govou, Gattuso, Boumsong, Henry per gioco scorretto; al 24′ espulso Abidal. Angoli 3-4; recuperi 3′ p.t., 3′ s.t.

Francia-Italia: Probabili formazioni Giugno 17, 2008

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<!–Gazzetta dello Sport–>

Le probabili formazioni
FRANCIA-ITALIA (Zurigo, ore 20.45)
FRANCIA (4-4-2): 23 Coupet; 14 Clerc, 15 Thuram, 5 Gallas, 13 Evra; 10 Govou, 20 Toulalan, 6 Makelele, 22 Ribery; 9 Benzema, 12 Henry.
Allenatore: Domenech.
A disposizione: 16 Frey, 1 Mandanda, 2 Boumsong, 3 Abidal, 17 Squillaci, 19 Sagnol, 4 Vieira, 7 Malouda, 11 Nasri, 21 Diarra, 8 Anelka, 18 Gomis.
Squalificati: nessuno.
Diffidati: Sagnol, Makelele, Toulalan.
Indisponibili: Vieira.
ITALIA (4-3-1-2): 1 Buffon; 19 Zambrotta, 2 Panucci, 4 Chiellini, 3 Grosso; 8 Gattuso, 10 De Rossi, 21 Pirlo; 20 Perrotta; 9 Toni, 18 Cassano.
Allenatore: Donadoni.
A disposizione: 14 Amelia, 17 De Sanctis, 5 Gamberini, 6 Barzagli, 23 Materazzi, 16 Camoranesi, 13 Ambrosini, 22 Aquilani, 7 Del Piero, 12 Borriello, 15 Quagliarella, 11 Di Natale.
Squalificati: nessuno.
Diffidati: De Rossi, Gattuso, Pirlo, Toni, Zambrotta.
Indisponibili: Cannavaro.
Arbitro: Michel (Slk).

Moreno: L’Italia di Oggi mi sembra quella del Trap Giugno 17, 2008

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ZURIGO (Svi), 17 giugno 2008 – C’è un prima e un dopo Moreno, nel calcio italiano. Quel maledetto 18 giugno 2002, sei anni (meno un giorno) fa, l’Italia affondò nell’inferno di Daejeon sotto i colpi dei sud-coreani e di decisioni non proprio impeccabili dell’arbitro ecuadoriano. In un Mondiale disastroso e, sinceramente, «sporco». Byron Moreno, ora 38enne, ha smesso poco dopo: oggi ha una scuola di arbitri, fa il commentatore radio-tv, ha visto Olanda-Italia.
Che cosa pensa del gol di Van Nistelrooy?
“Le regole dicono: decide l’arbitro. E l’arbitro ha deciso per l’immediatezza dell’azione, e del gol, dopo l’uscita di Panucci”.
Lei cos’avrebbe fatto se fosse stato Frojdfeldt?
“Avrei aspettato la decisione del mio assistente. Ricorda Sud Corea-Italia? Mi avete criticato per il golden gol annullato a Tommasi. Ammetto: fu un errore. Ma la responsabilità era del guardalinee. Oltretutto la Fifa dice che, nel dubbio, bisogna concedere il gol”.
Il caso Van Nistelrooy sembra più complicato.
“Certo. Per Elizondo, l’arbitro della finale mondiale, non era offside. Ho inviato una mail a Garcia Aranda, responsabile degli arbitri Fifa, ma non mi ha ancora risposto. Collina ha parlato?”.
No, ma il segretario generale Uefa, Taylor, ha dato l’interpretazione autentica: gol regolare.
“Immagino che Frojdfeldt sia tornato ad arbitrare”.
Proprio così. Le piacerebbe la moviola in campo?
“Non è la soluzione. Meglio avere regole più semplici”.
In che senso?
“Nel senso che ci vorrebbero meno parole, meno interpretazioni e più chiarezza. Uno tocca la palla con la mano in area? E’ rigore. Un giocatore è oltre i difensori? Offside, punto”.
Platini propone due assistenti aggiuntivi.
“Non sarebbe facile distinguere le competenze. A meno di dividere il campo in quattro quarti”.
L’Italia si lamenta sempre troppo?
“Se pensa ci sia un errore, è giusto protestare. Però mi sembra che questa non sia l’Italia di Lippi: è troppo difensiva, mi ricorda quella di Trapattoni. Credo soffra l’assenza di Totti”.
Totti che lei ha anche espulso.
“Con Elizondo ne ho parlato: lui è d’accordo con me, anzi pensa che avrei dovuto dargli ‘rosso’ diretto al primo fallo”.
Cosa le ha detto Elizondo della testata di Zidane a Materazzi?
“Che non l’aveva vista, ma che gliel’ha segnalata via microfono il quarto uomo, Medina Cantalejo. Come da regolamento”.
Anche se i francesi dicono: dopo aver visto la moviola…
“Questo non lo so”.
Gli arbitri qui non sono stati ineccepibili: meglio i sudamericani?
“Non so se sono migliori. Di sicuro, mentre gli europei sono abituati a giocatori rispettosi e corretti, in Sud America ci sono simulatori, violenti e calciatori che protestano. Una scuola che prepara ai grandi eventi”.
Pensa mai al fatto che incrociare l’Italia le ha cambiato la vita?
“No, all’inizio ho avuto un senso di rifiuto, oggi la mia vita è tranquilla: ho avuto un altro figlio, mi dedico alla famiglia. Sono felice”. (gasport)